home _ collezioni _ made in ganzamonio
 

 

 

MADE IN GANZAMONIO

 

Made in Ganzamonio è la testimonianza di un viaggio, di una esplorazione profonda delle terre comprese nel triangolo tra Bologna, Modena e Ferrara, ciò che Denis Riva definisce il Ganzamonio.
Impossibile risalire all'etimologia della parola, Ganzamonio è il tutto e il nulla, è lo stato immobile delle cose e loro mutamento incessante, il Ganzamonio è l'assenza stessa.
Una terra di campi sterminati e di fitte nebbie, ora rigogliosa, ora desertica, inesorabile nella sua piattezza a perdita d'occhio.
Riva, come un avventuriero d'altri tempi, va a scovare le creature che popolano la pianura, entrando a stretto contatto con la sua essenza nascosta e brulicante, respirandone gli umori vividi.

La serie Animali di Pianura comprende 23 ritratti di animali locali, come nobili abitanti di un regno dimenticato: il cortile, il campo infinito, i canali e i maceri. La rappresentazione delle creature animali è una costante nell'opera di Riva, che in questo caso pare combattuto tra il desiderio di celebrare realisticamente la natura che lo circonda, e la tentazione irresistibile di giocare con le parole e i loro molteplici significati.
Il Lepre, come un sovrano schivo, ha lo sguardo rivolto all'infinito della pianura quasi a proteggerla dalla distruzione perpetrata dagli uomini, altri animali come la Zanzara Tigre e la Rana Toro si celano dietro al proprio nome, non mostrano il loro reale volto, divenendo pure visioni surrealiste.
Nasce un bestiario contemporaneo, dove le creature nascondono viscere e ingranaggi, o sembrano uscire dal calderone di un alchimista dei colori.
Riva porge il suo omaggio agli adorati animali della pianura, rendendoli regnanti e divinità, come la Mantide Religiosa, protagonista un trittico in cui l’insetto di dimensioni gigantesche diventa un’entità mistica da adorare.

Nelle Visioni di Pianura Riva condanna i fautori del male, chi distrugge il Ganzamonio, esseri malvagi come il Sindaco del Male e l'Architetto del Male e lascia ai posteri una ricetta genetica, il Codice Cromatico, una mappa di colori per decriptare il Ganzamonio e ricostruirlo. Il dna degli animali di pianura per i proprietari terrieri, uomini che vivono a stretto contatto con la natura, nutrendola. Una sorta di battaglia tra chi distrugge il Ganzamonio e chi lotta per conservarlo.

Il colore diventa pasta vivida sulla tela, sgocciolante di carne, sangue e vita che si mescolano con gli umori della natura, i vapori tiepidi delle ombre e delle nebbie. Gli abitanti del Ganzamonio emergono dalla melma vivida del tempo, confusione di immaginario e memoria, ricordo e invenzione.
Le suggestioni create da Riva vivono dell’essenza stessa del territorio che l’ha visto nascere e in cui si muove schivo, come una delle creature che ama osservare, dando a ciascuna di loro un nome proprio, un’identità e una storia.
I titoli delle opere sono come un biglietto da visita, la legittimità della loro esistenza.

Le Visioni nei Pressi dei Sette Maceri sono 30 illustrazioni che nascono da esplorazioni notturne nella pianura nebbiosa, da vere e proprie visioni avute dall'artista.
L'umidità e l'afa formano infinite trame, tessendo i raggi della luna e i riflessi degli specchi d'acqua, da cui sorgono creature misteriose, figlie delle acque stagnanti dei maceri e delle canne fruscianti, del fango e della melma.
Ataviche visioni di antica memoria, divinità lacustri.
Riva le osserva da vicino, non le disturba, non le cattura per sezionarle e studiarle, ma le ritrae di soppiatto su fogli di carta recuperata.
Rispetta il mistero del macero la notte, la quiete sommessa della natura e delle stagioni. Rispetta i guardiani, mitici telamoni, forse antichi abitanti delle paludi.
Gli appunti presi su carta, altro materiale caro all’artista, diventano un album di immaginari lontani, un ritorno alle notti infinite dell’infanzia, dove le ombre e i suoni diventavano mostri di passaggio, abitanti solitari di un mondo segreto da osservare cautamente nascosti.

Le Domeniche sono il mondo intimo racchiuso nel Ganzamonio, il personale universo mentale di Riva che rinchiude le proprie solitudini e le proprie fissazioni in cassettini di legno. Il ritorno all'assemblaggio di materiali diversi, tecnica famigliare all'artista, vede nell'incastro un omaggio al dada. Scatole di legno come bento giapponesi per i tarli del tempo. Le Domeniche diventano scrigni di ricordi, da conservare sottovuoto, piccoli teatri di posa per minuscoli drammi pomeridiani, dove materiali gettati da sconosciuti e dimenticati, vengono recuperati da Riva per acquistare nuova vita, una seconda e definitiva possibilità di tornare a far parte del mondo.

Nascono così le tre serie di Made in Ganzamonio, cicli distinti tra loro per quanto concerne le tecniche di realizzazione, ma uniti da un unico messaggio, da una chiave poetica assoluta. Sono una mappa per orientarsi in un territorio inesplorato, un filo di Arianna che ci aiuti a ritrovare la strada di casa.

Francesca Tassinari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
Copyright © 2003-2009 Denis Riva