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MADE IN GANZAMONIO

Attraverso l’uso di tecniche e materiali differenti, sempre combinati in nuove modalità e uniti ad una ricerca del colore nelle sue svariate espressioni, Riva si rivela un giovane artista poliedrico e di forte impatto. Non ha metodi fissi di lavoro, ma si appropria di volta in volta di diverse tecniche che vanno a creare una sorta di ricettario ideale a cui riferirsi o distaccarsi. Gli unici due comuni denominatori sono il lavorare incessantemente, chiuso nel suo studio o all’aperto della campagna adiacente, e il territorio d’origine. Il luogo in cui è nato è stato scelto come laboratorio creativo delle idee, terra di ricerca e sperimentazione che gli permette di rimanere isolato, lontano dalle contaminazioni da metropoli. Indaga la realtà prendendo in considerazione oggetti, personaggi, elementi naturali e situazioni quotidiane immerse nella sua città di pianura. Parte dal particolare per giungere ad un universale fatto di tematiche di riflessione collettiva; dietro ai suoi personaggi, agli oggetti o agli esseri multiformi creati per assemblaggio, si celano pensieri sulla società, la morte, l’istinto, il segreto, la musica e la terra. In questo contesto è rilevante la ricerca sul tempo tramite i materiali di recupero, affascinanti per il loro vissuto che va a stratificarsi con i diversi elementi che compongono l’opera. L’artista gioca e osserva le macchie di colore nella sovrapposizione continua, mano dopo mano, facendole diventare pozze d’acqua che impiegano giorni per asciugarsi sulla tela. Su di esse interviene in diversi momenti, prima, durante e dopo l’essiccazione, per unire alla casualità un suo segno in quanto artista. A volte Riva è ispirato da ciò che può essere visto nella macchia stessa e parte da questa suggestione per costruire l’opera. Tali caratteristiche le troviamo in Animali di Pianura e Visioni di Pianura, lavori realizzati principalmente su tela dove viene studiato il gioco delle macchie nel loro aspetto formale e temporale, per poi aggiungere alla fine del processo un elemento personale, come ad esempio la rappresentazione spesso ironica di un animale. Il colore lo ritroviamo nelle riflessioni su Rorschach, che hanno dato vita all’invenzione di un suo personale Codice Cromatico delle cose, una sorta di vocabolario dei colori associati alle forme che l’artista utilizza frequentemente come supporto del suo lavoro. Anche la macchia che si crea grazie alla stratificazione di alcuni colori rientra in questo importante connubio, perché una forma non può essere disgiunta da un colore che la caratterizza e viceversa. In questa fase, infatti, è difficile trovare disegni dell’artista solamente a matita o carboncino. Elemento invece sempre in comune per tutte le opere è la carta. Riva riconosce la carta come elemento sacro della sua poetica. Materia fondamentale per studiare, creare e pensare ai suoi lavori conferisce sacralità ad ogni segno tracciato su di essa. Per questo molti dei suoi disegni che tanti definirebbero preparatori o di studio, riuniti, diventano opere finite, a sé stanti, come è accaduto nell’installazione Residui tra parentesi.
Altro tratto ricorrente e distintivo è il non finito, a volte preponderante specialmente nella creazione dello sfondo, altre invece lieve, nascosto in un dettaglio. Questa modalità rende più potente l’opera perché la carica di più possibilità di lettura, ma anche di ambigue incomprensioni da parte del fruitore che si accosta per la prima volta alle sue opere.

Nell’immaginario di Riva la costruzione di un mondo e un linguaggio in continua evoluzione legato al suo vissuto e al luogo che lo circonda è fondamentale. Il Ganzamonio è l’apice di questa struttura. Il Ganzamonio è una poesia di un amico, è la terra che lo circonda, lo spazio in cui si muove quotidianamente e che può essere racchiuso in un triangolo geografico dove i vertici sono rappresentati da Ferrara, Bologna e Modena. Luogo fisico e identificabile ma che diventa base dove cogliere fotogrammi e particolari da unire a vere e proprie visioni, fino a perderne il confine reciproco. Questo modo di procedere è ben visibile nelle Visioni di Pianura, dove dettaglio, rielaborazione e visione si fondono per dare vita ad una nuova rappresentazione della terra del Ganzamonio. Anche le Domeniche di Pianura si contraddistinguono per questa caratteristica a cui è unita la tecnica dell’assemblaggio di diversi materiali- sempre di recupero- su cassettini di legno. In questo caso le tematiche trattate sono più libere e diverse, ciò che accomuna le opere è la tecnica e la loro realizzazione esclusivamente di domenica. La suddivisione in cicli che ritroviamo in Made in Ganzamonio è un processo naturale del lavoro dell’artista che viene applicato costantemente, come se le sue diverse personalità stilistiche si riflettessero nella stessa divisione. Riva non concepisce quasi mai opere a sé stanti, ma le lega sempre fra di loro grazie ad uno o più cicli racchiusi sotto un unico titolo. Titolo spesso ironico e indispensabile perchè nulla nel suo lavoro rimane senza nome proprio.

Questa mostra, Made in Ganzamonio, nasce dalla necessità dell’artista di portare avanti nuove sperimentazioni e tematiche tramite specifici colori e materiali, come il lavoro su tela a cui si è accostato da pochi anni. Vi è anche un forte desiderio di valorizzazione del territorio che lo circonda tramite i suoi elementi tipici come gli animali, la campagna, la nebbia e le domeniche avvolte in un’assenza che concilia visioni ad occhi aperti. È per questo motivo che la suddivisione in cicli è cosi legata al territorio di Riva, dove si dipanano immagini tratte e ispirate al Ganzamonio in cui è immerso.

 

Alessandra Landi

 

 

 

 

 

 

 

 
 
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