home _ works _ PERSONAGGI STORICI  
     

 

PERSONAGGI STORICI

I personaggi storici di Denis Riva non sono veramente storici. O meglio, non lo sono nel senso in cui Garibaldi o Einstein lo sono. Cioè, non sono famosi e non si sa - non importa saperlo - se siano realmente esistiti.
Ma sono personaggi che hanno una storia, che hanno un nome o un soprannome, che per qualcuno furono importanti. E poichè non sono qui, nel presente, sono storici. Sono personaggi del passato, del secolo scorso. Chi fu un medico, chi fu un soldato, chi fu l'amico di un altro.
Ci piace guardarli e ricordarli, fare loro un cenno di saluto. Come si fa alle vecchie foto, dove ognuno ci sembra familiare: quelli che davvero conoscemmo, quelli di cui altro non sappiamo, se non la posa o il viso nel ritratto.
Denis Riva ha trovato le loro figure e il loro nomi. Di alcuni, nove, Giovanni Tuzet ha trovato le storie.

Giovanni Tuzet

Dicembre 2003

 

SIG. UBALDO
2004, penna bic e acrilico su carta su sportellino di legno
(cm. 40x72
)

Mixed media on wood

 

 

BEBO
2004, tecnica mista su legno
(cm. 55x73)

Mixed media on wood

 

 

CARMINE NON SA COSA STA DICENDO A GENNARO
2003, penna bic e acrilico su carta su legno
(cm. 55x73)

Acrylic and pen on paper on wood

 

GENNARO NON SA COSA STA DICENDO A CARMINE
2003, penna bic e acrilico su carta su legno
(cm. 55x73)

Acrylic and pen on paper on wood

 

 

 

FRANCESCO DETTO JONNNY NEL 1960
2003, tecnica mista su legno
(cm. 55x73)

Mixed media on wood

 

 

EUGENIO NEL 1913
2003, tecnica mista su assemblaggio di legno
(altezza 115 cm.)

Mixed media on wood

 

 

I FRATELLI SCAMORZA CON MASCHERE FUTURISTICHE NEL 1917 (Ferlito Scamorza, Peppino Scamorza, Filippo Sacamorza)
2003, tecnica mista su legno
(cm. 180x60)

Mixed media on wood

 

 

ROBERTO CON BARBA NEL 1956
2003, tecnica mista su legno
(cm. 170x45)

Mixed media on wood

 

 

LA BANDA ROTELLA
Perchè la Banda Rotella si chiamò così? Pensa a queste ipotesi: uno, il loro swing era il più veloce che si fosse mai sentito, correva negli strumenti come una rotella impazzita; due, avevano delle rotelle al posto dei piedi. Sembrerà strano o persino incredibile, ma quello che accadde è la seconda cosa.
Immagina di essere in un'epoca in cui i mezzi di trasporto sono pochi, costosi e abbastanza lenti. E immagina di essere una banda di swing che deve suonare il più possibile per guadagnare il pane. Cosa dovresti fare? Trovare il modo di andare più veloce che si possa da un posto all'altro, da un teatro all'altro, da una fasta all'altra, da un veglione all'altro. A Bruno, che suonava la tromba, venne in mente di sostituire i piedi con rotelle. Così fecero. E divennero la banda swing più veloce dell'epoca, la Banda Rotella.
L'unico problema era questo: quando si lanciavano nelle improvvisazioni più spericolate e libere, perdevano l'equilibrio e il controllo delle rotelle. Se finivano l'uno addosso all'altro, il pubblico rideva. Se finivano addosso al pubblico, c'erano danni da pagare

ETTORE ROTELLA: SAX TENORE
2002, Acrilico e penna su asse di rovere
(cm. 20x25)

Mixed media on wood

BRUNO ROTELLA: TROMBA
2002, Acrilico su legno
(cm. 16x30)

Acryilic on wood

MIMMO ROTELLA: SAX BARITONO
2002, Acrilico e penna su asse di rovere
(cm. 16x25)

Acrylic and pen on wood

ANGELO ROTELLA: SAX SOPRANO
2002, Acrilico e penna su asse di rovere
(cm. 16x31)

Acrylic and pen on wood

TONIO ROTELLA: CLARINETTO BASSO
2002, Acrilico e penna su asse di rovere
(cm. 18x24)

Acrylic and pen on wood

ERNESTO ROTELLA: TROMBONE
2002, Acrilico e penna su asse di rovere
(cm. 19x22)

Acrylic and pen on wood

 

 


LUCIANO PALEARI DEL 1903

Eravamo all'osteria a ripararci dal freddo, quando passò Luciano Paleari e lo vedemmo dal vetro. Era portato sul solito carro, dai quattro buoi, lentamente. Poi un vaso cadde dalla mnebbia e colpì un bue in mezzo alla testa: il bue si inginocchia, si accascia e non si alza più. Il carretto rimane storto, fermo. Sembra quasi più stretto. Liciano Paleari, troppo grosso, è incapace di muoversi e fare qualcosa. Anche gli atri buoi non si muovono. Rimane così, a ruotare lentamente il collo, un po' di qua e un po' di là. Sembra un carro di carnevale, dedicato al destino.

 


"Padre del temutissimo Luigi senza occhi, dall'aspetto apparentemente perfido e malvagio; si diceva che solo la sua testa pesasse più di un quintale, proprio per questo nessuno lo vide mai in piedi, difatti era sempre trasportato da un carretto trainato da quattro buoi"

2003, penna e acrilico su carta, su legno, inscatolato con bande di plastica
(cm. 60x32)

Mixed media on paper on wood

 

 


BRUNO detto BANDONE

In quel bar più piccolo di un ago, un signore molto alto, coi baffetti ben curati, si sedeva accanto a me e disegnava una scimmia. Ogni tanto si fermava per guardare in strada dalla piccola finestra.
Avrei sempre voluto chiedergli perchè: perchè proprio una scimmia. Non era sempre la stessa, ne variava le espressioni e le grandezze. Un giorno in cui mi sembrava particolarmente soddisfatto glielo chiesi. Risposta:" Ritraggo la parte profonda dei miei simili." Fece un profondo inchino e se ne andò.
Non capii se lo facesse per disprezzare gli uomini o elevare le scimmie.

(Tempo dopo, il barista di ricordò perchè lo chiamassero Bandone: da ragazzo, avrebbe voluto suonare uno strumento in una banda di allora, la Banda Rotella, ma lo strumento costava e i soldi non li aveva; il padre, scuro e manesco, lo mandava a lavorare; gli amici; feroci e spelacchiati, lo chiamavano Bandone.)

2003, Acrilico e penna su carta su cassetto di legno
(cm. 80x70)

Acrylic and pen on wood

 

 


IL DOTTORE ANTONIO BRASTONE

Sembrava buono ma era avidissimo, il dottor Brastone. Dalla cucina dell'ospedale si faceva passare le razioni o anche gli avanzi. Non lasciava niente. Riusciva sempre a leggere il giornale di qualcuno. Un giorno incontra in piazza un suo paziente magrissimo che dice di non sentirsi bene. Gli fa una specia di visita così, su due piedi: gli dice che è solo stanchezza e chiede una parcella che il poveruomo non può pagare al momento. Allora, pensa, cosa fa il buon dottore? Pretende il gilè del poveruomo, anche se gli è stretto. Se avesse potuto, si sarebbe mangiato la pancia, il dottor Brastone.
Un giorno trovarono il suo corpo sull'argine, con la borsa piena di uova rotte. Qualcuno disse che il dottore era stato avvelanato.

2003, penna e acrilico su carta su valigia
(cm. 36x66)

Acrylic and pen on bag

 

 


GIULIANO IL FOTOGRAFO

Immagina di essere per strada. Un uomo qualunque che non noteresti mai, ti chiese di fotografarti i piedi. Cosa pensi? Pensi che sia perverso.
Immagina ancora di essere per strada. Un uomo con la barba incolta e gli occhiali storti, ti chiede di fotografarti i piedi. Cosa pensi? Pensi che sia uno svitato o un perverso.
Morale della favola: meglio essere strambi, che è sempre una buona scusa.

2003, Acrilico e negativi su legno
(cm. 50x85)

Acrylic and pfilm on wood

 

 


SIG. CLAUDIO DEL 1935

(Dal diario di un amico di Claudio).
Ero con Claudio, quel giorno, il mio migliore amico, per strada; camminando incontrammo Lucio, un amico mio che Claudio non conosceva. Poi qualcuno decise che si andasse a mangiare. Eravamo seduti da un po' e aspettavamo, quando un cameriere si avvicina e mi dice con aria imbarazzata che devo andarmene. Cercai di protestare ma mi sentivo stanchissimo e anche Claudio non diceva niente. Allora finisco in strada, da solo, guardando attraverso la grande vetrata del ristorante, mi accorgo che è affollato e rumoroso. Poi, in fondo alla sala, vedo Claudio e Lucio che bevono e ridono come due vecchi amici.

"Uomo acuto e astuto era solito sfrgarsi continuamente le mani"
2002, Penna e acrilico su carta su legno
(cm. 50x70)

Acrylic and pen on paper on wood

 

 


IL SIGNOR PILADE

La moglie di Pilade era bravissi a fare i dolci, sopratutto la torta al ribes. Lui le era infedele. Quando un giorno lei vuole andarsene, lui, suadente e affilato, le dice:"Resta con i tuoi dolci". Le ricette sono talmente tante che lei non va mai via.

2003 Tecnica mista su legno
(cm. 50x85)

Mixed media on wood

 

 

EMILIO CON CRAVATTINO ROSSO
2003, tecnica mista su legno
(cm. 55x55)

Mixed media on wood

 

 

OVIDIO CON CAPPELLO BIANCO NEL 1960
2002, Acrilico su legno
(cm. 16x30)

Acrylic on wood

 

 

ATTILIO DETTO PSYCO
2003, Tecnica mista su legno
(cm. 50x96)

Mixed on wood

 

 



particolare

I FURBI NEL 1915
2003, Tecnica mista su legno
(cm. 59x115)

Mixed media on wood

 

 


LUIGI SENZA OCCHI

Alla fine Luigi Senza Occhi fu rinchiuso nella Rocca. Si diceva facesse cose orribili, che mangiasse i bambini, zingari ed orfani specialmente. Ma nessuno ne ebbe mai le prove. Molte volte fu interrogato, ma era difficile metterlo in soggezione o che si tradisse: non lo si poteva fissare negli occhi, che non aveva, elui, Luigi Senza Occhi, poteva concentrarsi sulla voce, che dominava. Non la incrinava mai, si era abituato, non parlava senza pensare. Era un uomo spavantose, brutale , intelligente.
Ma alla fine Luigi Senza Occhi venne imprigionato. Non per i bambini scomparsi. Bensì, per grave delitto contro la personalità dello Stato. Fu quando, non potendolo vedere, non salutò a braccio teso il Duce che passava ed anzi liberò, avendo magiato pesante, un forte, profondo, rutto.
Faceva ancora paura di notte, quando si affacciava senza occhi alle sbarre della Rocca, a gridare disperatamente la sua fame.

"Spaventoso uomo dalla testa enorme si diceva fosse paidofago"
2002, penna e acrilico su carta su legno
(cm. 150x90)

Acrylic and pen on paper on wood

 

 

<
   

GIOVANNI GAMBALUNGA
"Saltava i fossi per la lunga ed era sempre il prescelto per prendere i rusticani. Dopo la sua morte si scoprì che aveva sempre portato dei piccoli tranpoli"
2003, tecnica mista su legno
(cm. 60x250)

Mixed media on wood

 

 


SIG. FRANCO DEL 1949

Il cappello del Signor Franco fu trovato in un armadio polveroso.
Era un uomo che sapeva vivere, un uomo di spirito. Sapeva ridere delle difficoltà e sorridere del male. Rideva e praticava quella forma di resistenza che qualcuno chiamava controdolore.
Purtroppo, ebbe una moglie che non lo capì. Si mangiarono il patrimoio. Quello materiale e quello spirituale.
Invece, nessuno sa chi mangiò la fetta di limone che portava sull'occhio quando un pittore ne fece il ritratto.

2002, acrilico e penna su carta su legno
(cm. 58x110)

Acrylic and pen on paper on wood

 

 

PIERO DETTO RANA
"Era solito assumere posizioni da rana nelle notti di luna piena"
2002, tecnica mista su legno
(cm. 59x115)

Mixed media on wood

 

 


particolare

I TRE BRIGANTI
2003, Tecnica mista
(cm. 180x60)

Mixed media

 

 

AUTORITRATTO CON TUBA IN TESTA
2002, tecnica mista su legno
(cm. 27x33)

Mixed media on wood

 

 

 

WORKS
 
DRAWINGS
 
ART BOOKS
 
ENGRAVINGS
 
VIDEOS
 
INSTALLATIONS
 
CATALOGUES
 
BIO
 
NEWS
 
CONTACT
 
 
 
Copyright © 2003-2010 Denis Riva